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Published on 15-11-2002
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La "Bellezza"
dell'Homo sapiens sapiens:
canoni standard, biotipologie facciali etniche, geometriche e morfologiche.
Pubblicazione 1: raccolta commentata dei canoni facciali di bellezza contemporanea
nord-europíde visti dalla visione frontale
- Parte II -
G. Perseo*
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* BDS [Medline Lookup]
Corresponding
author: Dr. Gianluca Perseo Marburg Deutschland gianperseo@yahoo.com
(Versione originale in inglese ed italiano)

Riassunto:
i canoni di Bellezza Universale per i visi "Europídi" sono
stati raccolti in alcuni libri e disseminati in un ampio numero di pubblicazioni
internazionali. Li commenterò praticamente tutti, facendo uso di due
famosi top-models di sesso opposto, selezionati mediante precisi criteri etnico-geometrici.
Insieme, sottolineeremo gli aspetti positivi di questi canoni, ma anche i loro
limiti lampanti. I rapporti relativi dei visi qui rappresentati coincidono con
quelli dei canoni di Bellezza risultanti da lunghe e dispendiose ricerche antropometriche.
Modelli statistici facciali di questo genere sono stati ottenuti misurando le
proporzioni di centinaia d'individui scelti poiché "attraenti".
Gli operatori clinici potrebbero trarre vantaggio da questo genere di modelli,
se questi fossero linee guida appropriate per le tipologie facciali dei pazienti
osservati ogni giorno. I canoni internazionali rappresentano un punto di riferimento,
in realtà, soddisfacente per alcune tipologie facciali, ma pure una sorta
d'approssimazione confinata nei limiti dei looks etnici europídi dal
viso ovale, o comunque, dal terzo facciale inferiore trasversalmente più
stretto di quello medio e superiore. Non esistendo immagini adeguate alla raffigurazione
dei canoni (tramite i disegni da me offerti, otterrete gli elementi per interpretarli
adeguatamente), molti operatori si rifiutano di fare riferimento a questo genere
di linee guida; altri operatori, d'altra parte, ne fanno un uso meticoloso poiché
risultano da ricerche estremamente scrupolose. Io ritengo che i visi selezionati
per queste indagini avessero tutti forma di viso ovale oppure mostrassero, in
gran numero, terzo facciale inferiore più stretto di quello superiore.
Se i visi fossero stati scelti invece riferendosi al tipo d'armonia esistente
tra singole componenti facciali e peculiarità geometriche del viso, oggi
avremmo modelli universali per più tipologie facciali. In successive
pubblicazioni mi occuperò, finalmente, di quest'ultimo punto. E tramite
loro, arriverò a standardizzare altri visi di top-models contemporanei/ee,
perché si configurino come riferimento ideale per le variabili tipologie
facciali alle quali poter ricondurre i nostri pazienti. La ricerca più
all'avanguardia in questo settore, per illustrare i canoni di Bellezza, non
si è sempre servita d'immagini eleganti e proporzionate. La domanda che
mi pongo è questa: "Perché non dovrebbe essere lecito descrivere
questi canoni (come pure quelli per altre tipologie), rifacendoci direttamente
a fotografie reali prese dalle riviste di moda?
In questo lavoro, relativamente a parecchie proporzioni facciali, ho potuto
mettere in evidenza un coefficiente di dimorfismo sessuale pari al 97,5% ±
1.
b) Proporzioni morfologiche
- (19 indici)
(rapporti percentuali ORIZZONTALI / VERTICALI)
I segreti di un viso "bello" possono essere analizzati anche attraverso
le correlazioni morfologiche, che non sono altro che relazioni percentuali soltanto
in parte dipendenti dai valori verticali visti precedentemente. Nel considerare
gli indici orizzontali in relazione a quelli verticali (e viceversa), le variazioni
dei loro valori percentuali vanno ricondotte al significato reciproco esistente
tra numeratore e/o denominatore. Da un lato, possiamo avere diminuizione/aumento
del valore del numeratore; dall'altro, un aumento/decremento del denominatore;
la terza ed ultima possibilità, infine, è la combinazione di entrambi
i fenomeni. Per quanto riguarda i terzi facciali, ciascuno di questi deve possedere
requisiti di reciproca armonia orizzontale/ verticale. Questo genere di relazioni
morfologiche non è facile da capire soltanto con l'osservazione diretta.
In ogni caso, però, l'occhio umano non allenato ci può condurre
ad esprimere chiare opinioni estetiche già osservando la morfologia nella
sua totalità, proprio così come avete fatto voi stessi nel lanciare
un'occhiata veloce al viso dei due foto-modelli rappresentati nelle mie immagini
(e questo sia che li abbiate trovati carini, sia che non vi siano piaciuti).
| DEFINIZIONE DEL NUMERATORE |
NUM / DENOM
|
"Belle"
|
"Belli"
|
| 6) Larghezza bi-temporale classica / |
ft-ft / Tr-Gn
|
72% ± 1
|
69% ± 1
|
| 7) Larghezza bi-temporale vera / |
Ft-Ft
/ Tr-Gn
|
77,5% ± 1
|
76% ± 1
|
Osservazioni:
gli indici 6 e 7, per gli uomini, sono il 97,5% ± 1 dei valori trovati
per le donne, e rappresentano la relazione esistente tra: la larghezza del terzo
facciale superiore e la sua stessa altezza (sono, cioè, valori morfologici).
Qual è il significato di questo coefficiente pari al 97,5% ± 1?
Rappresenta, probabilmente, un fattore legato al dimorfismo sessuale. Ovvero,
un fattore che ci mette in evidenza l'esistenza di deviazioni proporzionali
tra sessi opposti. Questa ipotesi verrà dimostrata in seguito. In antropometria,
il segmento ft-ft dell'indice 6 ha valore simile alla larghezza della fronte
vera. La reale larghezza visibile del terzo superiore, ad ogni modo, è
maggiore della distanza bifrontale classica ft-ft. Le donne devono avere fronti
trasversalmente, e sagittalmente, più importanti (ed arrotondate) di
quanto non avvenga negli uomini. E queste, sono caratteristiche proporzionali
tipicamente infantili. Come già osservato sopra, mediante l'indice 7,
vi ho introdotto la larghezza Ft-Ft, ottenibile tramite l'intersezione della
retta orizzontale tracciata attraverso il punto di costruzione Perseo con l'attaccatura
dei capelli proprio a quel livello. Il punto Pe è stato trovato, a sua
volta, facendo riferimento al punto centrale della faccia (Cf), che giace sulla
linea mediana del viso, a metà altezza nasale N-Sn. In questa pubblicazione,
vi posso dire soltanto che Cf, Pe ed Ft giocheranno un ruolo chiave nella costruzione
di un reticolo quadrangolare. Mediante le sue caratteristiche, sarete in grado
di misurare le proporzioni nel contesto relativo alla forma del viso e di definire-classificare,
anche prendendo in considerazione altre peculiarità relative al suo contorno,
le geometrie facciali del viso umano, spesso diverse dalla classica forma ovale.
È piuttosto triste ammettere che forma ovale e visi con terzo inferiore
più stretto di quello superiore rappresentino le uniche tipologie geometriche
considerate dai canoni di bellezza.
| 8) Larghezza bi-zigomatica / |
Zy-Zy
/ Tr-Gn
|
80,5% ± 1
|
80,5% ± 1
|
| 9) Indice fisionomico: (i.fis.) / |
Tr-Gn / Zy-Zy
|
124% ± 1
|
124% ± 1
|
| 10) Larghezza bi-oculare/ |
Ex-Ex
/ Tr-Gn
|
59%
± 1 (52%)
|
57%
± 1
|
| 11) Larghezza bi-oculare/ |
em-em
/ Tr-Gn
|
59%
± 1 (52%)
|
57%
± 1
|
| 12) Larghezza bi-oculare/ |
Go-Go
/ Tr-Gn
|
59%
± 1 (52%)
|
57%
± 1
|
DENOM:
Altezza morfologica (somma dei terzi inferiore e medio) / G-Gn
| DEFINIZIONE DEL NUMERATORE |
NUM / DENOM
|
"Belle"
|
"Belli"
|
| 13) Larghezza della fronte classica / |
ft-ft / G-Gn
|
101,5% ± 1 (92%)
|
100% ± 1
|
| 14) Larghezza della fronte vera / |
Ft-Ft
/ G-Gn
|
110% ± 1
|
110% ± 1
|
| 15) Larghezza bi-zigomatica/ |
Zy-Zy
/ G-Gn
|
114%
± 1 (105%)
|
117%
|
| 16) Larghezza bi-oculare/ |
Ex-Ex
/ G-Gn
|
83%
± 1 (70%)
|
83%
± 1 (70%)
|
| 17) Larghezza bi-oculare/ |
em-em
/ G-Gn
|
83%
± 1 (70%)
|
83%
± 1 (70%)
|
| 18) Larghezza bi-oculare/ |
Go-Go
/ G-Gn
|
83%
± 1 (70%)
|
83%
± 1 (70%)
|
Osservazioni:
nelle relazioni tra la 16 e la 18, possiamo notare valori uguali tra i due sessi.
Ciò sarebbe legato al fatto che le donne, avendo larghezze bioculari
e bigoniache relativamente maggiori che negli uomini, dovrebbero possedere pure
valori di denominatore G-Gn (viso morfologico) relativamente maggiori, e questo
di una grado sufficiente a non provocare dimorfismo tra i due sessi. Il valore
dell'indice 15 è superiore nel viso maschile, dato che qui, diversamente
da quello che accade per le tre larghezze poco sopra nominate (cioè Ex-Ex,
em-em e Go-Go), il numeratore (Zy-Zy), posto in relazione all'altezza totale
del viso, coincide nei due sessi (nell'indice 15, questo non accade al denominatore).
| DEFINIZIONE DEL NUMERATORE |
NUM / DENOM
|
"Belle"
|
"Belli"
|
| 19) Larghezza bi-temporale classica / |
ft-ft / Tr-G
|
248% ± 1 (234%)
|
222% ± 1
|
| 20) Larghezza della fronte vera / |
Ft-Ft
/ Tr-G
|
267% ± 1
|
244% ± 1
|
| DEFINIZIONE DEL NUMERATORE |
NUM / DENOM
|
"Belle"
|
"Belli"
|
| 21) Larghezza bi-zigomatica / |
Zy-Zy /G-Sn
|
227% ± 1 (234%)
|
233% ± 1
|
| 22) Larghezza bi-oculare/ |
Ex-Ex
/ G-Sn
|
167% ± 1 (140%)
|
167% ± 1 (140%)
|
| 23) Larghezza bi-malare / |
em-em/G-Sn
|
167% ± 1 (140%)
|
167% ± 1 (140%)
|
| DEFINIZIONE DEL NUMERATORE |
NUM / DENOM
|
"Belle"
|
"Belli"
|
| 24) Larghezza bi-goniaca / |
Go-Go
/ Sn-Gn
|
167% ± 1 (155%)
|
167% ± 1 (155%)
|
Osservazioni: l'indice 20 ci riferiva quello che accadeva a livello della parte alta del viso. L'indice 24, in modo analogo, puntualizza quanto il terzo inferiore è ampio in rapporto alla sua stessa altezza. L'indice 24 coincide con il 22 (vedi l'indice 30: Go-Go = Ex-Ex). Questo è dovuto al fatto che Ex-Ex è relativamente maggiore nelle donne e minore negli uomini, e questo esattamente dello stesso tanto in cui il terzo inferiore, sempre nelle donne, è verticalmente maggiore che negli uomini (vedi osservazioni relative all'indice 3). Le informazioni sulla larghezza bi-frontale vera - indice 14 -, sulla larghezza bi-malare - indice 17 -, bi-oculare - indice 16 - e bi-goniaca - indice 18 -, possono essere messe in rapporto diretto tra loro, in quanto tutte riferite allo stesso valore G-Gn. Rivestono una particolare importanza, poichè suggeriscono che i canoni universali di bellezza per i visi europídi rappresentano, a tutti gli effetti, una tipologia di "forma ovale semplice" o, comunque, più stretta e sottile nella parte bassa del viso. Le forme geometriche larghe in basso (forme trapezoidale, rettangolare, ellittica, etc.) mostrano, negli ideali estetici per uomini e donne, valori bigoniaci decisamente superiori, quando messi in relazione alle larghezze bi-oculare o bi-malare. Ed osserviamo, ancora una volta, che una costante predominanza bitemporale è tipicamente femminile. Possiedo, già ora, prove documentate anche di altre rilevanti differenze tra le varie forme geometriche facciali. Abbiamo bisogno, perciò, della standardizazzione anche delle altre tipologie (vedi pubblicazioni successive). Dobbiamo essere consapevoli che la relazione bigoniaca/bizigomatica (indice 27) ha valori simili nel viso di entrambi i sessi: la larghezza bigoniaca, è infatti, approssimativamente, un valore di poco maggiore dei 2/3 della larghezza del terzo medio (73% nelle donne e 71% negli uomini). Ciò vuol dire che il diametro Go-Go sarà circa i 2/3 del diametro bizigomatico Zy-Zy, sia negli uomini che nelle donne, pur mantenendosi chiaro un certo dimorfismo sessuale. Difatti, il denominatore Zy-Zy, quando relazionato all'altezza totale della faccia, ha valori, nei due sessi, sovrapponibili tra loro, per cui ciò che fa la differenza - come, del resto, già sottolineato più volte - è il 1/3 inferiore che, trasversalmente, è relativamente più rappresentato nelle donne che negli uomini (vedi, ad esempio, l'indice 12). Una siffatta maggiore rappresentazione relativa è sempre connessa al coefficiente di dimorfismo sessuale descrittovi sopra. Diamo particolare attenzione al fatto che, quando ci riferiamo al contesto facciale, nelle facce ovali europídi descritte dai canoni standard, il viso maschile deve essere relativamente più snello di quello femminile, tanto da essere (a livello superiore ed inferiore) il 97,5% ± 1 del valore relativo trovato nelle donne. A livello bizigomatico, invece, abbiamo una perfetta corrispondenza. Nei canoni di bellezza universale, questo fattore del 97,5% ± 1 è tipico di molti indici nei quali le componenti interne del viso vengono messe in relazione alla geometria del viso stesso. Un fattore del 97,5% ± 1 così identificato verrà considerato, da questo momento in poi, come un fattore dimensionale relativo al dimorfismo sessuale. È in grado di mostrarci come la misura relativa di una certa componente anatomica (che in quanto tale, ci descrive, in un certo sesso, il risalto di tale componente nel contesto facciale) sia il 97,5% ± 1 del corrispondente valore relativo quantificabile nel viso dell'altro sesso. In termini contrari, che quest'ultimo è più evidente di quanto accada per il suo omologo nel viso di sesso opposto (sarà, quindi, del 102,5% ± 1). È come dire che se un generico valore A è il 97,5% ± 1 di B, allora B è il 102,5% ± 1 di A. Per semplificare le cose in modo rigoroso, ho preferito usare la convenzione del valore 97,5% ± 1, piuttosto che il suo reciproco.
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|
FIGURE
5: relazioni orizzontali di tutto il viso
|
|
b) Equilibrio orizzontale - (5 indici) - (rapporti percentuali ORIZZONTALI / ORIZZONTALI)
DENOM: distanza bizigomatica
o larghezza del 1/3 medio: / Zy-Zy
| DEFINIZIONE DEL NUMERATORE / |
NUM / DENOM
|
"Belle"
|
"Belli"
|
| 25) Larghezza bitemporale classica / |
ft-ft
/ Zy-Zy
|
88% ± 1
|
85% ± 1
|
| 26) Vero i.ft-zyg / |
Ft-Ft
/ Zy-Zy
|
96%
± 1
|
94%
± 1
|
| 27) i.mand-zyg / |
Go-Go
/ Zy-Zy
|
73%
± 1
|
71%
± 1 (76%)
|
Osservazioni:
negli indici 26 e 27, i valori maschili sono il 97,5% ± 1 di quelli femminili.
L'indice 27 per gli uomini differisce notevolmente dagli standards, in quanto
il terzo inferiore del nostro top-model è più stretto, ovvero
più femminino. La mandibola maschile è sí più snella
di quella femminile, ma questo non compromette necessariamente la robustezza
che le si può attribuire, dato che i tessuti molli di tale porzione anatomica
risultano più tonici (e dotati di barba) negli uomini che nelle donne.
| DEFINIZIONE DEL NUMERATORE / |
NUM / DENOM
|
"Belle"
|
"Belli"
|
| 28) Larghezza bitemporale classica / |
ft-ft
/ Go-Go
|
122% ± 1
|
120%
± 1
|
| 29) Larghezza bitemporale vera / |
Ft-Ft
/ Go-Go
|
131%
± 1
|
131%
± 1
|
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|
FIGURA
6: sovrapposizione dei due modelli ideali per i due sessi, dopo averne
uguagliato la Tr-Gn
|
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To cite this article please write:
G. Perseo, The "Beauty" of Homo sapiens sapiens: standard canons, ethnical, geometrical and morphological facial biotypes. An explained collection of frontal north-europíde contemporary beauty facial canons. Part II. Virtual Journal of Orthodontics [serial online] 2002 November 15; 5(1): Available from URL:http://www.vjo.it/051/beauty2.htm
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Virtual Journal of Orthodontics ISSN - 1128 6547
Issue 5.1 - 2002 - http://www.vjo.it/vjo051.htm
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