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Published on 04/06/96
Perché in una rivista rivolta agli ortodontisti troviamo note di
odontotecnica ?
Perché secondo l'autore le due figure non possono e non devono essere disgiunte. Se
l'ortodontista non ha chiaro in mente come si crea materialmente e come si attiva un
apparecchiatura ortodontica non è in grado di controllare la realizzazione della stessa
ed il procedere della terapia.
Ciò vale per tutte le specializzazioni odontoiatriche ma in particolare è necessario che
l'ortodontista possieda quella manualità e quella conoscenza teorica per portare a
compimento il "progetto orto-gnato-dontico" dall'inizio alla fine assumendosene
tutte le responsabilità.
Coloro i quali delegano la funzione progettuale all'odontotecnico (senza voler affatto
sminuire questa importantissima figura ausiliaria) sono pregati di non definirsi
ortodontisti, così come un muratore non può definirsi ne ingegnere ne architetto per il
semplice fatto che non progetta ma realizza.

Necessario:
Prendere circa 7 cm di filo 0.7 mm e con il becco tondo della pinza
all'interno si piega verso l'alto leggermente oltre i 90 gradi.
Si misura il filo presentandolo sul dente in gesso e considerando 2 mm per lato dalla
massima distanza mesiodistale si piega l'altro lato sempre mantenendo la pinza a becco
d'uccello con il lato tondo all'interno.
Si pone la pinza con il lato tondo all'esterno del ponte ed ad una distanza di circa 1 mm
da questo si ripiega il filo dolcemente in basso di 180 gradi.
Ripetere l'operazione sull'altro lato e controllare sul modello che gli speroni siano a
livello delle papille mesiale e distale.
Afferrando con la pinza lo sperone del gancio lo si piega di circa 75 gradi per il lato
mesiale e di 60 per quello distale (55 per il primo molare inferiore).
Si accosta il filo al modello e si controlla che gli speroni siano nei sottosquadri.
Attenzione, se la misura è sbagliata fermatevi e ricominciate cercando di
correggere, se invece si avvicina molto ma non è perfetta tentate di correggere piegando
il ponte incurvandolo se troppo largo, o allargando leggermente gli speroni se risulta
stretto.
Non andate avanti se questa fase è imperfetta, perdereste tempo.
Si mette il becco della pinza a 2 mm dalla curvatura dello sperone e si piega a 90 gradi,
si ripete dall'altro lato e si ricontrolla sul modello, segnando il punto che corrisponde
alla superficie occlusale.
Si pone la pinza 1 mm al di sotto di questo punto e si piega di 30 gradi.
Si segna il punto di contatto e dopo questo (4-5 mm dalla precedente piega) si piega di 60
gradi il filo verso l'interno e subito dietro questa si fa una contropiega di 60 gradi in
modo tale che il filo si trovi parallelo al tratto orizzontale precedente ma più
gengivale.
A questo punto si piega verso la gengiva il filo con una piega variabile da caso a caso ma
che consenta al filo di rimanere scostato di circa 2 mm dalla superficie del modello.
Si completa realizzando le codette a 6-7 mm dall'ultima piega.
Per i premolari il ponte dovrà essere molto più stretto rispetto al molare
(lunghezza media del ponte per un molare : 7mm lunghezza media del ponte per un premolare:
3mm.
Per i molaretti si può utilizzare un filo di 0.6 mm ma particolare attenzione
dovrà essere fatta nello sfruttare al massimo i limitati sottosquadri che offrono questi
elementi.
Come sempre sono ben accetti suggerimenti e critiche sull'argomento.

