| La sicurezza diventa quindi laspetto
fondamentale della preparazione, dellambientamento, del condizionamento psicofisico,
sia per lo sportivo che per il professionista. Oltre a questi fattori, ai fini della
sicurezza in acqua, risulta essere determinante lidoneità fisica. Questultima
deve essere intesa sia come condizione minima indispensabile per poter iniziare ad
intraprendere una attività sportiva sia come condizione per poterla svolgere in un dato
momento.I problemi fisiopatologici relativi allimmersione subacquea sono così
numerosi, vari e complessi anche in virtù del fatto che le condizioni ambientali agiscono
sullorganismo per mezzo di fattori diversi ed in situazioni caratterizzate da
molteplici variabili. Oltre infatti agli effetti dellaumento della pressione, grande
importanza hanno gli effetti delle variazioni di temperatura, del lavoro svolto e
soprattutto gli effetti dei gas respirati a pressioni parziali variabili durante le varie
fasi della immersione. Nello svolgimento di una attività così particolare,
limprovvisa insorgenza di un dolore oro-cranio-facciale può disorientare
loperatore a tal punto da trascurare le più elementari norme di immersione ed
esporlo a gravi incidenti ( Sincope, E.G.A, M.D.D.) . Nel presente lavoro gli Autori analizzano quelle patologie che più
frequentemente favoriscono linsorgenza di dolore oro-cranio-facciale
nellattività subacquea. Uno dei più frequenti incidenti che si verificano in
immersione è il BAROTRAUMA. Con questo termine si definisce il danno tissutale causato
dalla contrazione o dalla espansione di un volume gassoso, alla variazione della pressione
ambiente in accordo con quanto previsto dalla legge di Boyle e Mariotte. A seconda della
localizzazione il barotrauma può coinvolgere varie parti delle attrezzature ( maschera ,
scafandro , muta ) o del corpo ( polmoni, orecchio, seni paranasali, denti).
Il barotrauma dellorecchio può verificarsi in fase di
discesa o , più raramente in risalita ed in funzione del sito anatomico, coinvolgere
lorecchio esterno, medio ed interno. Il barotrauma dellorecchio esterno si
verifica quando il condotto uditivo esterno risulta ostruito da cerume, esostosi o corpi
estranei e, a causa del gradiente pressorio, determina una estroflessione della membrana
timpanica. La sintomatologia è relativamente modesta. Più grave è il barotrauma
dellorecchio medio che comporta la distensione ( entroflessione ) della membrana
timpanica per incompleta od assente compensazione delle pressioni esercitate sulle
superfici interne ed esterne del timpano. Il sommozzatore già ad una pressione di 1,3-1,5
A.T.A. ( 3-5 mt di profondità ) può avvertire intensi dolori trafittivi
allorecchio a causa della congestione mucosa con edema ed emorragia. Se la pressione
ambientale continua ad aumentare senza riuscire a compiere le manovre di compensazione (
Toynbee, Marcante-Odaglia ) , la sintomatologia dolorosa aumenta associandosi ad
ipoacusia, ronzii, sindrome vertiginosa fino alla lacerazione timpanica . La conseguente
penetrazione di acqua nella cassa può avere conseguenze immediate gravi , quali ad
esempio riflessi respiratori, sofferenze labirintiche con perdita del senso
dellorientamento ed in certi casi anche sincope. Come conseguenza immediata o
tardiva si può verificare il barotrauma dellorecchio interno con fistola
della finestra labirintica . La cronicizzazione di tali patologie può portare ad errori
diagnostici differenziali nella valutazione delle disfunzioni Cranio-Cervico-Mandibolari,
patologie di frequente riscontro negli operatori subacquei professionali. Infatti la
necessità da parte del sommozzatore di utilizzare dispositivi intraorali di erogazione
dellaria, fa sì che le intense contrazioni masseterine e la posizione
anteriorizzata della mandibola possono predisporre lA.T.M. al rischio di fenomeni
regressivi disbarici. La sinusopatia barotraumatica definisce la flogosi della mucosa di
un seno paranasale causata dalla differenza di pressione tra laria contenuta nel
seno stesso e lambiente esterno che si verifica in caso di variazioni pressorie. Si
manifesta prevalentemente durante la discesa e lo stato di immersione; ogni ostacolo al
transito dellaria nei seni crea uno stato di ipobaria endosinusale con
linnesco di "lesioni da suzione" della mucosa (lesioni ex vacuo). Gli
stadi di gravità del Sinus-Barotrauma, possono variare dalla semplice iperemia con una
sensazione di fastidio in corrispondenza del seno colpito, ad una trasudazione ed
essudazione con dolore vivo di tipo puntorio fino ad arrivare nei casi più gravi
allemorragia con ematoseno con dolore lancinante e gravativo di intensità tale da
porre il soggetto in un profondo stato di malessere. Con lavvento della chirurgia
maxillo-facciale, parodontale e, soprattutto, implantologica sempre più frequentemente il
soggetto risulta esposto a reazioni sinusali che possono innescare il processo
barotraumatico. Tra i disturbi che possono generare dolore oro-facciale devono essere
considerate le odontalgie barotraumatiche. Sono causate dalla presenza di aria o gas nelle
cavità di denti profondamente cariati o nel contesto di otturazioni o cementazioni
incomplete di ponti o corone.
La dislocazione di corpi estranei, attraverso meccanismi di
tipo implosivo o esplosivo, a livello dellorofaringe in regime di ventilazione
iperbarica può esporre il subacqueo al rischio di inalazione e successiva sindrome da
soffocamento. Durante la respirazione in immersione la rapida espansione dellaria
contenuta negli autorespiratori determina un violento abbassamento della temperatura dei
gas inalati. Lesposizione di denti compromessi per carie o parodontopatie, possono
essere causa di violente algie oro-facciali per fenomeni ischemici della polpa fino alla
necrosi. |
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